Piatto Rosso

È chiamato anche tegghia o tiella a seconda dei territori.
Questo grande piatto veniva usato in numerose occasioni:
durante il pranzo quotidiano era posto in mezzo alla tavola ed era il contenitore da cui ciascuno prendeva la sua parte di cibo; era la grande scodella in cui la massaia impastava pane e dolci o condiva le cotture delle erbe con dei fantasiosi “frecantò” (miscuglio di erbe). Ma era anche usato per raccogliere il sangue del maiale e per condire la carne salata destinata alla lavorazione degli insaccati.

Grande ciotola decisamente svasata. Ha cavetto conchiforme e tesa con labbro a tondino. Verniciata internamente con cristallina e ossido di ferro, assume un colore marrone tendente al rosso, (da questo il suo nome), su cui vengono aggiunte maculature di colore nero manganese..

Brocchetto

È nel gruppo dei recipienti destinati all’acqua e considerato, nell’utilizzo giornaliero di un tempo, il prolungamento della Brocca

Contenitore per il trasporto dell’acqua destinata principalmente ai luoghi di lavoro esterni alla casa.

Ha corpo globulare allungato arrotondato alla saldatura del ventre. Il collo largo conclude la spalla e su di esso si innesta una vistosa ansa a tutto sesto che ne agevola il trasporto. La superficie è lasciata grezza ad eccezione della zona del becco e del manico, verniciati con cristallina gialla per conservare pulita l’imboccatura da cui si beve..

Brocca

E’ il recipiente più rappresentativo dell’artigianato montottonese.

Era usata dalle massaie per attingere l’acqua dalle fontane e rifornire l’ambito domestico. Per il trasporto veniva caricata sulla testa e in questo v’è la ragione della sua forma.

Corpo globulare, chiuso in alto da un collo corto con labbro a collarino; il ventre profondo e rastremato verso la base consente di raccogliere il maggior peso del contenuto nel punto più distante dal capo che lo sostiene e quindi di sentirne meno il carico. Becco ed ansa nastriforme si insediano, opposti, sul punto d’innesto delle spalle. Esternamente è grezza, ad eccezione di una piccola zona chiamata “parnanza”, che serve a proteggere, come un grembiale, la parte più soggetta a sgocciolamenti. .

Arte della Bottega
di Bozzi Anna Maria

Da 160 anni la bottega artigiana Bozzi è conosciuta nel territorio piceno per la produzione in terracotta di vasellame da cucina. Ancora oggi i manufatti, molti dei quali sono parte della tradizione montottonese, vengono realizzati al tornio. La bottega, grazie all'artigiano Mario Bozzi, continua infatti a produrre con successo i manufatti tradizionali, dedicandosi allo stesso tempo a lavori particolari realizzati su commissione, come ornamenti architettonici in cotto o maiolica, stemmi araldici e oggetti d'arredamento. I figli hanno inoltre arricchito la produzione della bottega con una continua ricerca verso la contemporaneità, cercando nuove sovrapposizioni tra artigianato e arte. Annamaria ed Emanuele hanno infatti saputo raggiungere nel proprio lavoro un giusto equilibrio tra nuove esigenze del mercato e tradizione, con una produzione classica rimasta inalterata, e manufatti ceramici più moderni, rispondenti di volta in volta alle specifiche esigenze del cliente. L'attività produttiva della bottega è affiancata alla didattica presso scuole, enti pubblici e privati, ma è aperta anche ad ospitare chi semplicemente desideri conoscere il mestiere del vasaio.